


Cos'era?
Questo modello ha avuto gloria nel passato per il suo costo relativamente basso, buona manovrabilità e la possibilità di essere lanciato senza catapulta. Seppure ora risulti decisamente superato, è ancora una semiriproduzione dall'aspetto gradevole, dal volo abbastanza docile e un po' più grande delle ormai diffusissime EDF della AlphaModel o similari.
In origine il modello, prevedeva l'uso di pacchi batterie da 7-8 celle NiCd o NiMh di grosso calibro (C o più recentemente 4/5C) Il motore, fornito di serie, ), è uno dei più performanti motori a spazzole che mi siano mai capitati (i brushless all'epoca erano pressoché sconosciuti). Purtroppo, batterie, motore, regolatore e due servi adeguati, rendevano il modello piuttosto pesante. Circa 1050-1100gr.
Per rendere possibile il volo, la kyosho sacrificò la fedeltà riproduttiva (superficie alare maggiorata, condotto di ingresso ed uscita per la ventola maggiorati, etcc.) a vantaggio di un più facile pilotaggio: era possibile lanciarlo a mano senza essere campioni di giavellotto.
Tutto questo, nonostante le prestazioni non fossero strabilianti, rese il modello di gran successo.
La struttura della fusoliera era in polistirolo piuttosto denso, mentre le ali avevano un'anima in polistirolo e la copertura in una plastica piuttosto robusta. Nessun film di copertura.
Il punto debole fu sicuramente la longevità del motore: usando 8 celle, ogni 15-30 voli era necessario sostituire le spazzole e dopo 60-100 voli, spesso anche il collettore non aveva molto più da dare. Inoltre, la scarsa capacità delle batterie di allora e i consumi notevoli (dell'ordine della 30ina di ampere), portavano con voli dell'ordine dei 2-3 minuti a seconda dell'uso della manetta.
Il Kyosho T33, è stata una delle prime ventole elettriche entry-level vendute.
E' ora di rispolverarlo !
Iniziamo.
Intanto inizio col dire che sono oramai due anni che il modello viene spostato da un tavolo all'altro. Un po' causa lavoro, un po' per altri modelli ed impegni, procede con lentezza "bradipesca". Per prima cosa, ho fatto alcune piccole riparazioni ed ho stuccato gli inevitabili segni d'usura presenti ovunque. Successivamente ho deciso di ricostruire i serbatoi alari persi negli anni. In origine, per rendere il volo più veloce e il modello più leggero erano asportabili e servivano per lo più per effetto statico. Ho invece deciso di rifarli in depron, un po' più piccoli rispetto agli originali ma lasciarli montati anche in volo: riducono molto la velocità, ma l'effetto in aria è molto scenico! Li ho prima disegnati con un cad, pensano ad una costruzione strato su strato con depron da 6mm. Tagliando le sagome di carta ricalcate sul depron e scavandone il centro, ho creato una sagoma grezza, che è stata rapidamente carteggiata. Alla fine, ho ricoperto con un sottile strato di fibra di vetro ed ho ricostruito le due appendici aerodinamiche con compensato da 1mm (anch'esso vetrificato).
A fianco si vedono i serbatoi pronti prima di applicare la fibra di vetro (18gr in due) e dopo la ricopertura in fibra (41gr in due). Si intuiscono anche le dimensioni reali di queste due belle "supposte".
A questo punto, pensando alle moderne motorizzazioni è assurdo pensare di comprare dei pacchi NiCd/NiMh e visto che ci sono, è il caso di passare ad un brushless. Non spero di raggiungere prestazioni sbalorditive (il modello è massiccio e poco penetrante), ma almeno di aumentare l'autonomia di volo.
Il motore che si adatta perfettamente (e soprattutto l'ho già in casa) è il MEGA 16/15/3. Molto usato per le ventole Kyosho. Per le batterie, sono ancora indeciso: lo spazio nell'abitacolo è ampio, ma di forma irregolare. Inoltre, inizialmente ospitava pacchi di oltre 400gr e se metto una batteria troppo leggera corro il rischio di dover mettere zavorra per bilanciare. Probabile che metta pacchi separati collegati in parallelo (attualmente, spero di poter montare 2-3 pacchi da 1500-1800mA 20C). Tutto dipende da quando il modello sarà completo e potrò fare qualche prova di baricentro e assorbimento.
Restaurare una vecchia gloria.
Rispetto al precedente assemblaggio, ho apportato alcune modifiche.
Prima cosa ho sostituito il servo unico per entrambi gli alettoni con due mini servi (uno per ogni semiala). Non c'è risparmio di peso, ma oltre alla possibilità di poter usare i due alettoni come flap per l'atterraggio, il maggiore beneficio dovrebbe essere quello di un condotto d'ingresso per la ventola più "pulito": in origine il servo con i tiranti, è in mezzo al condotto, disturbando parecchi il flusso. Come conseguenza, ho dovuto stuccare e modificare il condotto per dare armonia nelle curve e nelle sezioni.
La fusoliera (come tutto il modello) è stata ricoperta con film tipo "solarfilm".
Prima di ricoprire l'ala principale ho creato due pozzetti per i servi nelle ali e inserito le cannucce con inseriti due cavi per far passare i cablaggi dei servi.
Poi sono stati ricostruiti gli alettoni (danneggiati durante un trasporto). Costruiti sempre in Depron, sono stati ricoperti in fibra anche questi. Però li ho dovuti rifare due volte.
La prima volta, durante la stiratura il film, ha tirato talmente tanto che una volta raffreddati, si sono piegati mostruosamente. La seconda, in base all'esperienza, molto meno ed in modo simmetrico. Avrò un leggero effetto autostabilizzante. Pazienza
Dopo aver restaurato e ricoperto anche i piani di coda, è giunto il momento di mettere insieme i pezzi sulla bilancia e farsi un'idea del peso. Sono ancora da ricoprire i serbatoi alari, verniciare i condotti di ingresso/uscita della ventole, altre rifiniture e future decals . Nel peso, è compreso un regolatore CastleCreation Phoenix45 e il Mega16/15/3 completo di rotore.
Peso: 622gr.
...ed ecco una visione d'insieme.