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Alpha MIG15
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MIG15
anfarol - MiG15
Ecco una breve recensione di un modello che non è una novità, ma rimane una delle più vendute ventole intubate elettriche di piccole dimensioni: il MIG15 prodotto dalla ceca ALFA Model ( www.alfamodel.cz )

In passato rimasi molto soddisfatto dell'acquisto del TA183 sempre prodotto dalla Alfa Model. Perciò ho deciso di fare il bis con questo modello. Stessa Ventola da 60mm, all'incirca gli stessi parametri fondamentali:
Apertura alare = 750mm
Lunghezza = 740mm
Superficie alare = 12,8 dm²

All'interno della scatola è tutto ben disposto ed organizzato. Purtroppo però non ci sono spazi ampi, pertanto il trasporto può facilmente danneggiare qualche pezzo. Quando ritirate il tutto controllate bene il contenuto. Oltre ai pezzi in depron preverniciati in color alluminio, è presente il gruppo ventola a 3 pale, la capottina, tutti i pezzi di rifinitura e per ultimare la struttura. Sono comprese anche le squadrette e minuterie di base. Il pilotino è termoformato e pertanto occorre un po' di lavorazione.
contenuto_scatola
foglio_decals
Il modello è costruito interamente in Depron ad eccezione delle superfici di contatto dei due tronconi (anteriore e posteriore) della fusoliera. La superficie è perfetta e non essendo EPP o polistirene estruso in stampo, non presenta i fastidiosi bugnetti tipici.
Costruzione
Il modello è costruito interamente in Depron ad eccezione delle superfici di contatto dei due tronconi (anteriore e posteriore) della fusoliera. La superficie è perfetta e non presenta i fastidiosi punti di presenti negli stampati in polistirolo od epp.

Il montaggio è estremamente semplice e se si usano colle rapide, senza applicare modifiche (con una motorizzazione di 120-150W massimi), si può completare in una serata.
Come al solito, ho invece preferito leggere le istruzioni (in Inglese) due volte e poi apportare tutte le modifiche che ritenevo necessarie durante il montaggio.
In questo caso, sono passato ad una motorizzazione più aggressiva, ma non estrema. Questo consente di evitare l'aggiunta di numerosi rinforzi strutturali e di non appesantire troppo il modello. Si raggiunge così un buon equilibrio fra potenza, peso e rapidità di montaggio.
Non avevo fretta e perciò ho usato colla poliuretanica monocomponente (d'ora in avanti chiamata "PU"). I noiosi tempi di applicazione, sono ampiamente ripagati da una solidità strutturale e leggerezza difficilmente eguagliabili.
In particolare, i modelli Alfa, tendono a perdere le ali in volo. La prima precauzione è quella di rimuovere la vernice nei punti di contatto dove va depositata la colla. Questo evita che la colla si attacchi sulla vernice (che si sfoglia facilmente) invece che sulla struttura in depron vera e propria. Inoltre, in tutto il perimetro d'attacco d'ala e nella relativa area di contatto sulla fusoliera, ho praticato tanti forellini da 1,5mm. La colla poliuretanica, asciugandosi aumenta parecchio di volume. Così, ad indurimento avvenuto, i fori sono pieni di una robustissima schiuma. La struttura diventa robusta e rigida impedendo il distacco improvviso delle ali. Anche per i piani di coda, stessa precauzione.
fori_ali
PU_attacco _Ali
fori_fusoliera
Il tondino di metallo piegato, che collega le due ali attraversando la fusoliera, appoggia sul condotto in depron. In caso di manovre brusche, le ali hanno naturale tendenza a chiudersi e il tondino preme il tubo in depron. Perciò ho preferito irrobustire il condotto con qualche striscia in rowing di carbonio e una leggera spennellata di PU. Il tubo diventa robusto ed indeformabile.
Rinforzo_per_tondino
Ho notato troppa elasticità nei movimenti dei bowden di coda. Pertanto ho aggiunto dei punti di fissaggio. Per farlo ho usato due semplice pezzetti in depron incollati con PU che sostengono le due cannucce. Il movimento risulta più deciso e non ci sono oscillazioni.
Nel tronco di coda della fusoliera, va praticato un forellino di 3mm per permettere di stringere la vite che assicura i tiranti al servo. Diversamente, non potrete più fare correzioni. Come si vede dalle foto finali, il foro non danneggia troppo l'estetica del modello. Il servo, deve necessariamente essere largo non più di 9mm. Diversamente dovrete scavare il depron per poterlo collocare in sede. In ogni caso, non usate un servo di oltre 11mm di spessore, perché non ci sta !
fissaggio_bowden_coda
fissaggio_Bowden_coda
Il supporto del servo per muovere gli alettoni (entrambi con un solo servo), l'ho leggermente riposizionato rispetto alle istruzioni. Una volta che il servo è ben incollato e i tiranti inseriti, ho messo un po' di PU per bloccare il più possibile le cannucce nei punti di contatto con la struttura.
Per fissare i servi senza rovinarli e consentirne un'eventuale successiva rimozione senza danneggiare la struttura, li ho inglobati in un pezzo di termoretraibile. I servi con la nuova "camicia" sono stati incollati con la solita colla PU dopo aver carteggiato leggermente sia la superficie di contatto del modello che quella del termoretraibile che trattiene il servo. Inoltre, nel servo di coda, ho sostituito il cavo per evitare di mettere una prolunga (che crea sempre un ulteriore punto di inaffidabilità) per pochi cm.
Servi
Per montare il rotore a 3 pale (per albero da 2mm) sul motore che avevo scelto (con albero da 2,3mm), ho smontato la boccola originale e montato un mozzo per alberi da 2,3mm. Facendo attenzione e con pochi minuti di lavoro, si riesce a nascondere il dado del mozzo nell'ogiva originale e una perfetta centratura. L'elica, indipendentemente da questa procedura, va comunque bilanciata.
Nel kit, è presente un tronco di cono che dovrebbe chiudere (soffocare) il motore. Visto che la sezione del condotto è pressoché costante e non tiene conto dell'ingombro del motore o del cono d'uscita, la rottura del flusso è comunque presente. Dopo due veloci prove, non ho notato nessuna differenza con e senza cono di chiusura. Perciò, come per il TA183, non ho montato il tronco di cono in plastica, ma ne ho costruito uno in polistirene estruso molto denso (45Kg/m3). Una volta ricavata la forma voluta, per tentare di armonizzare il più possibile il flusso, l'ho leggermente resinato e carteggiato (grana 600 ad acqua) per renderne liscia la superficie. Due gocce di colla, e un giro di nastro adesivo (per sicurezza), saldano il nuovo cono al retro del motore. Un piccolo foro, permette di raggiungere il cuscinetto posteriore con una siringa per la lubrificazione. Anche l'appendice aerodinamica che dovrebbe accogliere i 3 cavi del motore, è stata modificata. I cavi sono più grossi dei fori originali, perciò ho completamente aperto un lato, scavato l'interno e adagiato i fili. Ho bloccato il tutto con un po' di colla neoprenica (bostik) e una volta asciutto un giro di scotch ridona superficie liscia ed aerodinamica.
cono_motore
cono_motore
Il modello non ha una linea particolarmente penetrante, percui, per raggiungere velocità di rilievo, occorre raggiungere elevati livelli di potenza. Nel mio caso, sono passato ad una motorizzazione più aggressiva rispetto a quella utilizzata per il TA183, ma non estrema. Questo consente di evitare l'aggiunta di numerosi rinforzi strutturali e di non appesantire troppo il modello. Si raggiunge così un buon equilibrio fra potenza, peso, rapidità di montaggio ed autonomia.
La basetta in balsa che costituisce il ripiano dove viene alloggiata la batteria, l'ho spalmata di PU e irrobustita con due strisce di rowing di carbonio.
Per fissare le batterie al modello è diffusa l'abitudine di incollare il velcro sia sui modelli che su ogni batteria. Personalmente odio questo sistema. Per fissare e rimuovere le batterie, occorre esercitare un notevole sforzo che grava sul modello e sul termoretraibile della batteria. Inoltre, Ogni volta che si acquista una batteria, va aggiunto il velcro.
Pertanto preferisco usare il velcro a mo' di cintura. La batteria rimane immacolata e non si esercitano forze né sul modello né sulla batteria. Basta prendere due pezzi di velcro maschio e femmina, incollarli per qualche cm fra loro con ciano e qualche graffetta dorso su dorso. A questo punto si incolla la "cintura" sul modello. Per evitare di dover stringere troppo in modo che la batteria non scivoli, basta mettere qualche striscia di morbido neoprene adesivo sul letto d'appoggio della batteria. Così, la batteria è perfettamente immobile ed ammortizzata.

basetta_porta_batteria
basetta_porta_batteria
La ricevente è posizionata in modo ben accessibile, lontana dal motore e dal regolatore. Un piccolo materassino formato da cotone idrofilo racchiuso in un paio di strati di pellicola trasparente da cucina, la isola dalle inevitabili vibrazioni. L'imbottitura ottenuta viene avvolta attorno alla ricevente e fermata con un semplice elastico.
Un'altro aspetto che poco mi piace è l'aggancio della capottina. Le due linguette di compensato che vengono sforzate ad ogni apertura, non mi piacciono, mi sembrano poco affidabili e sono abbastanza scomode . Perciò ho irrobustito la linguetta anteriore e la rispettiva sede sul modello, mentre per la parte posteriore, ho sostituito la linguetta con un magnete al Neodimio 5x5x1mm. Nella fusoliera, un magnete identico sulla verticale del magnete della capottina è fissato con PU. Vanno fatte alcune prove per successive approssimazioni per posizionare alla giusta profondità il magnete sulla fusoliera.
Alla fine la capottina è perfettamente aderente e per aprirla basta sollevarla con piccolo sforzo. Grazie all'enorme attrazione dei magneti al neodimio, la chiusura è molto più affidabile e stabile. Se la forza necessaria per l'apertura è troppa, basta mettere uno o più pezzetti di nastro adesivo sui magneti.
Nella foto, si intravede nella parte destra il luccichio del magnete parzialmente nascosto dalla vernice rossa.
magente_chiusura_capottina
Ecco altre foto che ritraggono i lunghi momenti di attesa di essiccazione della colla PU.
montaggio2
montaggio3
montaggio1
Rifiniture ed estetica.
Con le decals (ad acqua) fornite, si possono realizzare due fra le più diffuse livree che hanno reso glorioso questo velivolo. Però realizzare il solito modellino che hanno quasi tutti, non è particolarmente entusiasmante. Cercando su internet, ho trovato un'altra versione abbastanza diffusa (MiG15 bis Fagot). Una delle foto alle quali mi sono ispirato è questa. Nella foto, la versione "scuola guida" con cabina allungata.
Per renderne l'aspetto più fedele, come nel reale, ho realizzato l'appendice laterale per fare uscire l'antenna. Un semplice tubetto di un bowden piuttosto grosso. Un po' di PU e il gioco è fatto. Per fissare il filo d'antenna che inevitabilmente è più lungo del tratto da coprire, ho allungato il percorso facendo anche un tratto a 90°. Sia nel direzionale che nel piano di coda interessati, sono state affogate delle piccole boccole in plastica per far passare il cavo ed evitare che un eventuale strappo
possa tagliare il depron.

Dopo un'adeguata mascheratura, aerografo alla mano, è stato semplice dare colore al modello aumentando il peso di soli 6gr.
Una buona parte del tempo è stata presa dall' assemblaggio e verniciatura del pilotino.
Inoltre, il pilotino è "senza maschera". Perciò con un pezzetto di polistirene e lime alla mano ne ho creato una un po' grezza, ma meglio di niente. Ho aggiunto anche qualche strumento al cockpit. Poco fedeli, ma meglio della plancia nera.
Tra l'altro per permettere di alloggiare la Varbatim nell'abitacolo per fare successivi filmati, ho modificato il tutto in modo che il pilotino ed il sedile siano asportabili svitando una sola piccola vite.

Il risultato finale è mostrato dalle foto seguenti.
pilotino
cockpit
sotto
Setup
Questo il setup utilizzato:
- motore B20-40 4700Kv (63gr)
- regolatore CastleCreation Phoenix 25
- batteria Hyperion 1500 3s1p 20C (cont.)
- servo Waypoint 084 per gli alettoni
- servo Hype mini 9s per i piani di coda
- ricevente Schulze alpha 5.40
- Peso O.D.V. = 495gr

Dopo 20 secondi questi i dati rilevati al banco:
- tensione batteria = 10,81V
- corrente = 18,9A
- potenza = 204 W
- giri rotore = 46500 rpm

Con tale setup, grazie anche al basso peso, il divertimento e l'affidabilità sono assicurati.
misure_mig15
misure_mig15
frontale
Impressioni conclusive.
Il modello con il setup descritto ha potenza sufficiente per decollare strisciando sulla pancia. Preferisco evitarlo, visto che tutte le volte, il condotto e l'elica, si sporcano d'erba e soprattutto c'è il rischio che un detrito venga aspirato danneggiando la girante.
Ho lasciato le corse delle parti mobili come da manuale, che ritengo buone ed adeguate al mio stile di pilotaggio. Ho semplicemente aggiunto un 65% di esponenziale sia per gli alettoni che per i piani di coda. Il CG indicato è perfetto.
Il motore usato è più pesante rispetto a quelli consigliati, pertanto la batteria da 1500 deve essere posizionata il più avanti possibile per raggiungere il CG. Si potrebbe usare un a batteria più pesante (1700-1800), ma l'aumento di peso forse non gioverebbe. Preferisco modelli leggeri ed efficienti.
Dosando un minimo il gas si ottiene un'autonomia di 8-10 minuti, più che sufficienti per divertirsi e allo stesso tempo si evita un surriscaldamento dei componenti. Qualche minuto a terra e si può ripartire con un altro pacco senza problemi.
Il modello è molto maneggevole ed ha un comportamento più lineare del TA183. Plana ottimamente e la velocità di stallo è molto bassa. Rolls con buona velocità, loop sia stretti che larghi, interni ed esterni si affrontano senza indecisioni e con buona precisione. La salita a batteria fresca è molto vicina ad un angolo di 70°.

Concludendo, il modello è divertente, veloce, preciso e poco impegnativo. Si garantisce così una buona dose di divertimento.



Anfarol © - gennaio 2007
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